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Il Fascinus romano

2023-02-20 14:52

A.M.

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Cenni storici sul "fascinus", amuleto a forma di fallo eretto simbolo di fertilità e di protezione contro il malocchio

Il Fascinus Romano

Fascinus, non è solo ciò che sembra


Il termine "fascinus" si riferisce ad un amuleto o un talismano a forma di fallo eretto, che era considerato un simbolo di fertilità e di protezione contro il malocchio nell'antica Roma e in altre culture antiche. Il fascinus era spesso realizzato in materiali come l'oro, l'argento, l'avorio o il bronzo, e veniva indossato come un pendente o portato come un oggetto personale. Era comunemente utilizzato dai soldati romani, ma anche dalle donne e dai bambini, come protezione contro le forze malvagieL'efficacia del fascinus dipendeva in gran parte dalla sua esibizione pubblica; il fascinus indossato o portato come amuleto o talismano, andava ostentato affinchè la sua potenza protettiva fosse più forte .

Il fascinus inoltre, era spesso rappresentato in opere d'arte e decorazioni architettoniche, come forma di di auspicio per la fertilità e la prosperità. Tuttavia, l'uso del fascinus era anche associato ad alcune pratiche magiche e rituali, che comprendevano l'invocazione di divinità e l'uso di erbe e incantesimi.

Etimologia

L'etimologia del termine "fascinus" è incerta e dibattuta dagli studiosi, ma ci sono diverse teorie al riguardo.

 

Una delle teorie suggerisce che il termine "fascinus" derivi dalla parola latina "fascis", che significa fascio o legame. Questa teoria sostiene che il fascinus fosse un simbolo di legame o di unione, che rappresentava la connessione tra il maschile e il femminile e tra gli esseri umani e le divinità.

 

Un'altra teoria suggerisce che il termine "fascinus" derivi dalla parola latina "fascinare", che significa "incantare" o "affascinare". Questa teoria sostiene che il fascinus fosse considerato un amuleto magico che aveva il potere di affascinare o di incantare le forze malvagie e di proteggere il portatore dall'incantesimo del malocchio.

 

Un'altra teoria ancora suggerisce che il termine "fascinus" derivi dalla parola greca "phallus", che significa fallo. Questa teoria sostiene che il fascinus fosse un amuleto a forma di fallo eretto che rappresentava la fertilità maschile e che veniva utilizzato come protezione contro le forze malvagie che avrebbero potuto danneggiare la fertilità.

 

In sintesi, non esiste un'etimologia certa per il termine "fascinus", ma ci sono diverse teorie che suggeriscono che il fascinus fosse un simbolo di legame, un amuleto magico o un simbolo di fertilità maschile. Ciò dimostra che il fascinus era un oggetto ricco di significati simbolici e culturali nell'antica Roma e in altre culture antiche.

 

Quali sono le origini del Fascinus


Le origini esatte del fascinus sono incerte, poiché l'amuleto era già in uso nell'antica Roma quando i primi scritti che ne parlano vennero scritti. Tuttavia, ci sono alcune teorie sull'origine e sulla storia del fascinus.
Una teoria sostiene che il fascinus possa essere una versione romana dell'amuleto fallico utilizzato in altre culture antiche, come ad esempio quella greca. In Grecia, l'amuleto fallico era noto come "herma" e veniva spesso utilizzato per proteggere le proprietà e aumentare la fertilità.
Un'altra teoria suggerisce che il fascinus possa essere una versione romana di un amuleto più antico, utilizzato dalle tribù italiche pre-romane. Si crede che queste tribù avessero una forte tradizione di utilizzo di amuleti fallici per protezione e fertilità, e che questa tradizione si sia poi diffusa nella cultura romana.È anche possibile che il fascinus abbia origini più antiche, risalenti alle antiche divinità italiche del fertilità maschile, che venivano spesso rappresentate con falci erette. Con il passare del tempo, queste rappresentazioni potrebbero essersi evolute in un amuleto fallico portatile, utilizzato come protezione e come strumento di fertilità.

In ogni caso, il fascinus è diventato un amuleto molto popolare nell'antica Roma, utilizzato per protezione contro il malocchio e per aumentare la fertilità. La sua importanza culturale e religiosa è stata attestata dalla sua presenza costante nell'arte e nell'architettura romana, nonché dalla sua menzione in numerosi scritti antichi.

 

La scaramanzia dell'antica Roma era una cosa seria

 

Nell'antica Roma, la scaramanzia era una pratica comune che comprendeva una vasta gamma di credenze e pratiche superstiziose volte a prevenire la sfortuna, evitare il malocchio e proteggere la vita e la salute.

La scaramanzia era così diffusa a Roma che anche gli imperatori e le persone più importanti della società partecipavano a pratiche scaramantiche. Ad esempio, Augusto, il primo imperatore romano, era noto per portare sempre con sé un amuleto di protezione contro il malocchio.

 

Le pratiche scaramantiche nell'antica Roma comprendevano l'uso di amuleti, talismani, preghiere, sacrifici, incantesimi e altri rituali. Gli amuleti erano oggetti portati sul corpo, come ciondoli, anelli, braccialetti, medaglie o altri oggetti che si credeva avessero poteri magici per proteggere la persona che li indossava.

 

Gli incantesimi e le preghiere erano spesso usati per proteggere le case, le proprietà e le persone. I sacrifici erano offerti agli dèi per propiziarsi la loro benevolenza e protezione. Si credeva anche che i numeri avessero poteri magici e che fosse importante evitare determinati giorni e situazioni per evitare la sfortuna.

Tuttavia, non tutte le pratiche scaramantiche erano viste con favore dalle autorità romane. Ad esempio, le pratiche scaramantiche che coinvolgevano l'uso di animali per la divinazione o per altri scopi venivano spesso perseguiti come illegali. Inoltre, alcune pratiche scaramantiche erano considerate come una minaccia alla stabilità sociale e politica, come ad esempio l'astrologia e l'interpretazione dei sogni.

 

In sintesi, la scaramanzia nell'antica Roma era una pratica diffusa che comprendeva una vasta gamma di credenze e pratiche superstiziose volte a prevenire la sfortuna, evitare il malocchio e proteggere la vita e la salute. Queste pratiche includevano l'uso di amuleti, incantesimi, preghiere, sacrifici e altre rituali. Sebbene alcune di queste pratiche fossero perseguitate dalle autorità romane, molte di esse erano comuni tra la popolazione e anche tra le persone di alto rango.

 


Qui sotto l'immagine di un anello "fascinus" originale ritrovato ad Ercolano, la mia riproduzione in oro e in argento e i mio modello in cera 


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